26 Novembre 2018

Chi “OSO” boccia!

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E’ stato un pomeriggio diverso quello del 24 novembre 2018. Niente sci, neve o montagne ma un bocciodromo in centro a Torino, delle bocce blu e rosse e tanta voglia di sfida e divertimento.

 

I maestri della scuola di sci Sauze Project hanno accolto con entusiasmo l’invito alla giornata promozionale di boccia Paralimpica al palazzetto Fortino di Torino e si sono dati battaglia con i ragazzi del “Cerchio delle Abilità” e di altre associazioni che si sono riunite per fare allenamento, per promuovere la disciplina delle bocce e per stare in compagnia.

 

La domanda sorge spontanea : ma come fa un ragazzo con una disabilità motoria a giocare a bocce?

Le bocce paralimpiche hanno le stesse regole delle bocce per normodotati ma si gioca tutti da seduti per permettere di essere allo stesso livello.

Chi ha una disabilità agli arti inferiori gioca normalmente con braccia e mani per fare i tiri. Chi ha invece una disabilità che coinvolge i quattro arti è affiancato da un assistente. Il suo compito è quello di posizionare e muovere una particolare rampa da dove viene posizionata e lanciata la boccia seguendo scrupolosamente le indicazioni e le scelte tattiche del giocatore. A garanzia del fatto che il lancio non dipenda dall’assistente c’è la regola che quest’ultimo debba dare le spalle al campo non potendo influenzare in alcun modo la partita.

Un’altra domanda sorge spontanea: come viene lanciata la boccia da un giocatore che ha un utilizzo limitato o inesistente di mani o braccia?

Vi abbiamo parlato della rampa che è composta da più elementi che vengono combinati tra loro dall’assistente per ottenere differenti direzioni e intensità del lancio. Questa rampa viene posizionata davanti al giocatore che, utilizzando un qualsiasi gesto motorio in possesso, da semplicemente l’input alla boccia facendola cadere dalla rampa.

Chi riesce da una semplicissima spinta alla boccia con un dito. Chi ha patologie particolarmente complesse può farlo con il naso, la guancia, il gomito o qualsiasi parte del corpo che riesca a controllare.

La cosa bella del gioco delle bocce paralimpiche è che, nonostante i limiti fisici, permette comunque di raggiungere un livello tecnico e di precisione davvero altissimo ma soprattutto che permette di giocare tutti assieme: normo dotati, disabili, adulti e bambini!

Un grazie di cuore va dato alla nostra Cocca Visconti per l’invito e per averci fatto scoprire uno sport nuovo davvero tecnico, stimolante e coinvolgente.

A Roberto mandiamo un grazie “ tecnico e agonistico” perché giocando nella nostra squadra ha alzato decisamente il livello. Meno male che lo avevamo come alleato e non come avversario se non sarebbe stata davvero dura fare qualche punto!

Forse le bocce non sono proprio il nostro mestiere ma l’importante è partecipare ed esserci sempre.

 

Ultima modifica il Lunedì, 26 Novembre 2018 11:40
Faure Andrea

Andiamo a sciare ragazzi?

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