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#ilmiolavoroèdifferente
23 April 2020

#ilmiolavoroèdifferente

Ad oggi sono presenti sul territorio nazionale numerosi progetti dedicati all’insegnamento dello sci alpino a persone che hanno delle disabilità. Il progetto SciAbile è stato uno dei primi in Italia ed è unico nel suo genere grazie alla gratuità del servizio offerto, ma il suo grande valore sta nelle persone che ne fanno parte: i maestri, gli allievi, le famiglie e gli educatori.

L’approccio tecnico non è molto differente da quello per i normo dotati. La differenza sta nelle competenze relazionali necessarie per rendere l’insegnamento efficace e centrato sull’allievo e sulle sue capacità. L’accento infatti viene sempre posto sulla persona ed è compito del maestro adeguarsi alle esigenze e alle tempistiche dell’allievo, senza trascurare il fondamentale rapporto con la famiglia.

  Una persona con disabilità incontra nella vita di tutti i giorni due tipi di ostacoli: le difficoltà legate al suo deficit e i preconcetti della società con cui si relaziona, che spesso sviluppa nei suoi confronti un atteggiamento assistenziale e protettivo che inibisce le possibilità di apprendimento.  In montagna si crea un ambiente “sospeso” in cui le aspettative sono limitate, le famiglie cercano un po’ di movimento all’aria aperta e un momento di distrazione dalle preoccupazioni quotidiane ma alla fine della giornata trovano molto di più, scoprendo abilità dove vedevano limiti e momenti di autentica gioia. Questa esperienza dà speranza e la speranza è la chiave per aprirsi alle opportunità che la vita offre nonostante la disabilità e in alcun casi grazie alla disabilità stessa.

 Anche i maestri escono arricchiti da quest’esperienza a livello professionale, imparando ad uscire dai classici schemi d’insegnamento diventando più flessibili e creativi, ma soprattutto a livello umano perché questi rapporti permettono di guardare la vita di tutti giorni in una giusta prospettiva. Le persone che hanno delle disabilità e le loro famiglie attraversano quotidianamente mille difficoltà e hanno tantissimo da offrire, sono un grande esempio in termini di forza, coraggio, accettazione, serenità, resilienza.

 In tanti anni di lezioni sulla neve è chiaro che il lavoro fatto porta nella maggior parte dei casi risultati in campo tecnico, comportando grandi benefici per la qualità della vita dei ragazzi, e facendo aumentare molto la loro autostima e con essa la voglia di mettersi in gioco. Anche per le famiglie è molto importante toccare con mano che “si può fare”. Vedere il proprio bambino, che magari non cammina, sciare e scendere giù dalla montagna con il vento in faccia e un gran sorriso non ha prezzo.

Alice, una nostra maestra, l’anno scorso ha postato su un social una sua foto con una allieva con l’ashtag #ilmiolavoroèdifferente. Crediamo che non ci siano parole migliori per descrivere il nostro progetto perché è proprio così. Questo lavoro è come una magia che, diventando realtà, fa star bene tutti: maestri, ragazzi, famiglie, collaboratori e tutte le persone che, anche indirettamente, entrano in contatto con Sciabile, il mio lavoro è differente.

Il fortunato incontro
10 July 2019

Il fortunato incontro

Il fortunato incontro nell’autunno 2018 tra la Fondazione Ballerini, che ha come mission quella di aiutare i bambini nella fascia di età 0-8 anni in stato difficoltà, e la SciAbile Onlus, che si pone l’obiettivo di permettere a persone con varie tipologie di disabilità di avvicinarsi allo sci e allo snowboard in maniera gratuita, ha dato il via a nuove collaborazioni con l’intento di creare una rete di sostegno sul nostro territorio.

E’ qui che entra in gioco Cascina Margherita, anch’essa supportata dalla Fondazione Ballerini, che fornisce attività terapeutiche destinate a bimbi affetti da disturbi dello Spettro Autistico e corsi formazione della metodologia ABA.  

E’ nata così l’idea un po’ pazza di portare a sciare i bambini di Cascina Margherita sulle piste di Sauze d’Oulx con i maestri di SciAbile. A conti fatti l’idea non è stata poi così folle tanto che i risultati ottenuti sono stati migliori delle più rosee aspettative.

I bambini non solo sono riusciti ad adattarsi alle “nuove condizioni” (neve, scarponi, maestri, sci...) ma hanno tutti imparato a fare lo spazzaneve e a fermarsi su piste facili e hanno creato un bel legame con i loro maestri. Anche le famiglie hanno beneficiato di questa terapia sportiva, affidandosi alla competenza dei maestri hanno superato dubbi e paure, godendosi appieno una giornata in montagna e tutti torneranno la prossima stagione per continuare questo percorso.

 Ad ogni bambino è stato assegnato un maestro che lo ha seguito per tutte le lezioni. La metodologia d’insegnamento è totalmente personalizzata in modo da rispettare le necessità e i tempi di ciascun bambino ed è il punto di partenza per creare un rapporto di fiducia che permetta ai bimbi di avere le migliori condizioni possibili per imparare nuove abilità.

 I maestri sono entusiasti dell’esperienza fatta, aspettano l’inverno e la neve per rivedere i loro piccoli allievi e dalla prossima stagione avranno una marcia in più perché in Ottobre parteciperanno tutti al corso di formazione ABA.

 "Oscar è un maestro eccezionale e Riccardo si è molto affezionato a lui, passa la settimana a guardare e riguardare i video che ho fatto le scorse volte, e appena vede la sua tuta da sci sul mobile il giovedì mattina, gli si illumina il viso..., ci tenevo a ringraziarvi per quello che fate e per come lo fate, con la vostra passione rendete la vita di questi nostri figli un po' più piena e l'esistenza di noi genitori un po' più leggera….Io sono sempre stato uno sportivo e sognavo, come tanti, di poter portare i miei figli a sciare con me un giorno. Per merito vostro, quello che ormai credevo sarebbe rimasto solo un sogno, è diventato realtà.” Alessandro papà di Riccardo

 Quando Chiara e la Fondazione Ballerini hanno presentato a Cascina Margherita l’opportunità di aderire al progetto Sciabile, proponendoci di coinvolgere i “nostri” bambini e le loro famiglie, nessuno di noi immaginava quali risultati straordinari si sarebbero raggiunti.

Poi abbiamo guardato i video sul sito e la prospettiva si è decisamente allargata: si può fare, ci siamo detti, davvero, con tutti, anche con i bimbi piccoli e non proprio di semplice gestione, come quelli a cui noi insegniamo.

C’è un momento, in uno dei filmati che documentano l’esperienza dei bimbi di Cascina Margherita con Sciabile, che vale un mondo di parole, anche difficili da dire o da scrivere: è un’immagine breve, una sequenza che potrebbe passare quasi inosservata, se non sapessimo quanta competenza e quanta dedizione contiene, e a quanta fiducia reciproca, tra insegnante e allievo, corrisponde.

Al termine della discesa, percorsa con il maestro alle spalle, come un angelo custode, c’è un piccolo, straordinario gesto, di quelli che, se compiuti da una persona famosa, fanno il giro del mondo. Mentre l’insegnante si volta, per dare l’esempio e fare strada verso l’uscita, il bimbo, spontaneamente, gli porge la manina guantata, e si avviano, fianco a fianco. Insieme.

Il bimbo è molto piccolo, ha solo 4 anni e una diagnosi di disturbo dello spettro autistico, e non aveva mai sciato, con nessuno.

Il maestro è una persona esperta, che ha scelto di trasmettere le proprie competenze a bambini e adulti diversamente abili, certo, ma è anche uno sportivo, un atleta, uno che è abituato a misurarsi con il meglio di se stesso e degli avversari incontrati lungo la strada, a ragionare in termini di performance, di traguardi, di record.

Chiara, che coordina il team di Sciabile, ci ha raccontato che il risultato ottenuto insieme a questo bambino e ad altri, così particolari allievi, li riempie di una soddisfazione e di una gioia che difficilmente un podio potrebbe procurare. Eppure, hanno raccolto e vinto molte sfide, molte mani hanno stretto, contraccambiando le congratulazioni di un altro come loro, che sapeva quanto impegno, quanta fede, quanto sforzo serva, per vincere e salire su un podio, da vincitori.

Stavolta è diverso, si sale in due, sullo stesso gradino, ma c’è spazio per entrambi, perché uno è un bambino. E tutti i premi, l’esperienza, la passione, gli sforzi, la tecnica, stanno in quella manina piccola piccola, tesa verso di te con la fiducia incondizionata che solo i bimbi possono concedere.

Grazie, Maestre e Maestri di Sciabile, perché sappiamo che la conserverete, questa fiducia, tra le tante cose preziose che custodite senza troppo rumore, perché la montagna ama il silenzio, dicono.

In fondo, non siamo molto diversi: si insegna e si misurano i progressi, come si fa nell’analisi applicata del comportamento (ABA).

Grazie per aver studiato ed esservi allenati tanto, anche se guardandovi sembra tutto così facile…

  

 

L'essere umano ha bisogno di bellezza. Di grande bellezza. In montagna la trovi ovunque.

Barmasse

 

CHE “GIOIA” … CAMPIONESSA ITALIANA!
04 April 2019

CHE “GIOIA” … CAMPIONESSA ITALIANA!

E’ proprio vero che il lavoro ripaga e a volte anche profumatamente.

Così è stato per la nostra Gioia Ragosta classe 2000. La sua vita ha subito una battuta d’arresto in seguito ad un brutto incidente nel 2016, ma grazie alla sua forza d’animo, alla tenacia e al suo buon umore Gioia ha ripreso in mano il suo futuro e nonostante le difficoltà ha voluto ricominciare a sciare, disciplina che ha tanto amato e praticato fin da bambina. 

Gioia ha infatti rimesso gli sci ai piedi lo scorso inverno 2017-2018 grazie all’aiuto del Progetto Sciabile e al sostegno di tutto il paese di Sauze d’Oulx.

Giulia Gros, maestra di sci: ” Dopo l’incidente sono stata la prima a portare di nuovo Gioia a sciare e ho avuto la conferma che lo sci è come andare in bicicletta, una volta imparato non si scorda mai. Abbiamo fatto giusto un tappetino dei principianti per rompere il ghiaccio e poi ci siamo subito lanciate in pista. Avete presente la felicità estrema che può provare un bambino che riceve il suo giocattolo preferito per Natale? Ecco… negli occhi di Gioia sono riuscita a vedere tutta l’emozione e la felicità di una ragazza che dopo un percorso ed un esperienza così difficile si poteva sentire finalmente di nuovo libera e indipendente”.

Perché è proprio questa la sensazione che tutti hanno quanto si scia: libertà, vento in faccia, leggerezza, voglia di spingersi sempre oltre, divertimento, velocità e controllo.

Ma lo sci, come lo sport in generale, è molto di più. E’ un’opportunità, un’occasione per avere di nuovo un obiettivo, uno scopo e traguardo da raggiungere.

Così è stato anche per Gioia che, dopo aver capito di potercela fare fisicamente (perché mentalmente la ragazza non ha bisogno di nessun sprono e consiglio… lei sa esattamente quello che vuole!) ha reinserito lo sci nella sua normale routine con impegno ed entusiasmo.

I miglioramenti in pista sono arrivati molto velocemente così come la voglia di bruciare qualche tappa. Tra l’estate e l’autunno 2018, grazie a Davide Gros, maestro della scuola sci Sauze Project nonché responsabile della Nazionale Paralimpica Italiana, Gioia ha potuto prender parte a tre allenamenti ufficiali con gli atleti della squadra nazionale e altri aspiranti.

Durante questo inverno 2018-2019 Gioia ha ovviamente continuato ad allenarsi in parte con i maestri/allenatori della scuola sci Sauze Project (Andrea Gamba, Stefano Canavese e Giulia Gros) e con Tato Gros aggregata alla Squadra Nazionale per essere pronta ad affrontare fisicamente e mentalmente le prime gare disputate i primi di marzo a Prato Nevoso.

E cosa c’è di più bello che rompere il ghiaccio con una vittoria in una gara di Coppa Italia a Prato Nevoso in slalom gigante senza mai essersi allenata in quella disciplina?

E se una volta rotto il ghiaccio si vincono addirittura i Campionati Italiani FISIP disputati nella ski area Alpe Cimbra-Folgaria il 23-24 marzo 2019?

Si avete capito bene…dal non avere neanche la certezza di poter camminare di nuovo da sola ad essere campionessa Italia in soli 3 anni!!!

Dopo tutto questa è proprio Gioia… una fortissima ragazza dalle mille sorprese.

Questa vittoria in slalom gigante avvicina ancora di più il prossimo obiettivo che è quel di far parte della squadra Nazionale a tutti gli effetti.

Gioia infatti si dovrà impegnare ed allenare per raggiungere i criteri che danno l’accesso alla squadra e che consistono nella classificazione oggettiva stabilita dai punti delle gare di coppa del mondo e da quella soggettiva stabilita dai tecnici della squadra.

Davide Gros, responsabile della Nazionale Italiana Paralimpica: ”Oltre a conosce Gioia da quando era una bambina visto che siamo nati e cresciuti nello stesso paese, Sauze d’Oulx, personalmente sono molto contento che si sia creata questa opportunità per lei e anche per la squadra. Gioia infatti si è integrata benissimo e devo dire che il suo carattere è molto aggregante. Ha questa capacità di legare e fare amicizia con tutti e in un contesto dove far squadra è fondamentale lei potrebbe essere davvero un elemento prezioso. Spero quindi fortemente che si impegni al massimo e che si alleni nel migliore dei modi e che nelle future gare riesca a raccimolare i punticini necessari per guadagnarsi il posto in squadra. Per lei le porte sono più che aperte e saremmo davvero felici di farci contagiare dalla sua immensa e purissima GIOIA”.

Gioia: “sono molto felice che la vita mi abbia ridato quest’opportunità. L’esperienza sugli sci con la squadra Nazionale mi ha aperto un mondo tutto nuovo e spero un giorno di farne parte a tutti gli effetti. Mi allenerò molto perché ciò possa accadere anche se prima voglio dare priorità alla scuola e finire gli studi. Nel frattempo never give up!”.

Good luck Joy e come hai detto tu never give up!

La tua scuola di sci

G.G.

 

 

3°-4°-5° elementare... dalla teoria alla pratica con sciAbile
18 February 2019

3°-4°-5° elementare... dalla teoria alla pratica con sciAbile

La vita ci insegna che non basta studiare ed avere tutte le conoscenze teoriche, quello che si apprende va messo in pratica per essere metabolizzato e capito fino in fondo.

Lo scopo del quarto incontro con la scuola elementare di Sauze d’Oulx è stato proprio questo. Cercare di mettere in pratica la lezione teorica sulla disabilità fatta il 12 dicembre 2018, interagendo direttamente con bambini davvero speciali che hanno delle disabilità.

I maestri di sci di Sciabile della scuola sci Sauze Project, coordinati dalla responsabile Chiara Garberoglio, hanno dato appuntamento alle maestre e ai bimbi delle classi 3-4-5 elementare di Sauze d’Oulx presso il campetto scuola Funny Land dove partono tutte le ore di sci di Sciabile.

La lezione pratica sul campo è cominciata alle ore 9.00 con una precisa spiegazione da parte di Chiara sulla differenza tra disabilità e handicap dove la disabilità indica qualcosa che si ha in maniera permanente mentre l’handicap una situazione che può variare a seconda dell’aiuto esterno che si può ricevere.

Chiara: ”allora bimbi immaginatevi che nella vostra classe ci sia un bimbo che abbia una disabilità motoria e che non possa camminare, andare a scuola a piedi, fare le scale, andare a scrivere alla lavagna e correre  nell’intervallo come fate voi. In una scala da uno a dieci la sua disabilità è dieci perché non può camminare.

Immaginatevi se per arrivare in classe tutte le mattine dovesse fare venti scalini, anche il suo handicap sarebbe dieci giusto? Perché lui le scale con la sedia a rotelle non le può fare. Ma se nella scuola ci fosse un ascensore che lo porta alla classe il suo handicap scenderebbe a zero giusto? Perché grazie all’ascensore può arrivare in classe senza problemi.

Allo stesso modo se i suoi compagni avessero paura di lui, lo lasciassero da solo nell’intervallo, se la maestra non lo coinvolgesse nelle attività della classe, se non spiegasse ai compagni quali siano le sue necessità e come comportarsi con lui il suo handicap sarebbe 10. Ma se la maestra aiutasse i compagni a capire le sue difficoltà, spigasse come si può aiutarlo, insomma se gli altri bimbi imparassero a conoscerlo e a non avere pare del “suo essere diverso”, allora sarebbe un bambino proprio come tutti gli altri, con cui giocare, imparare, fare merenda e magare anche litigare qualche volta. E così il suo handicap andrebbe nuovamente a zero!

Bene.. oggi voi siete venuti fin qui al Funny Land per fare proprio questo, limitare gli handicap che i bambini della cooperativa Girotondo potrebbero avere.
Tutti voi sapete sciare e sapete quanto a volte sia faticoso rialzarsi da soli, mettersi gli scarponi e i guanti e camminare con gli sci in spalle. Il vostro compito di oggi è quello di aiutare questi bimbi a fare tutte queste cose e fare in modo che si divertano proprio come vi divertite voi e che tornino a casa con un sorriso grande grande.”

 

Dopo questa bellissima spiegazione condita da tante domande e curiosità dei bimbi Chiara ha passato la parola al mitico maestro Oscar Bouvet, idolo indiscusso dei bambini dal 1990!
Oscar ha infatti simulato una lezione su sedia, nel caso in cui una persona disabile non abbia possibilità di farlo stando in piedi, con l’aiuto della piccola Irene, di Angelo e Mathias .

I bambini hanno potuto osservare tutte operazioni di preparazione, dalla vestizione al posizionamento dalla sedia a rotelle al guscio, fino alle manovre necessarie per poter prendere la seggiovia e finalmente sciare in libertà.
Oscar: “bimbi dovete pensare che anche se chi è sulla sedia non può sciare con le proprie gambine come fate voi,  può comunque darmi una mano a fare la curva, basta alzare il braccio nella direzione della curva che si vuole fare ed inclinare la testa. E sapete cos’è la cosa bella? Che a fine giornata si divertono esattamente come voi e sono felici di tornare a casa dalla propria mamma!”.

 

La vera motivazione della spiegazione di Oscar sulla sedia è stata quella che finalmente hanno potuto incontrare la mitica Cocca Visconti, una meravigliosa ragazza di cui hanno tanto sentito parlare nelle lezioni precedenti.
Cocca ha una tetraparesi distonica dovuta a delle complicazioni durante il parto che le impedisce di controllare i muscoli e di conseguenza i movimenti. Cocca fa anche fatica a parlare e tante volte capirla è davvero difficile. Per i bimbi è stato un incontro davvero forte e quando l’hanno incontrato è calato un silenzio ed un imbarazzo generale. Prezioso è stato l’intervento di papà Davide che ha fatto capire ai bimbi che anche se Cocca può sembrare diversa e un pochino strana è una persona molto intelligente e con tanta voglia di fare. Cocca infatti ha appena presentato la sua tesi di laurea ed è molto attiva nell’organizzazione la sua associazione che si chiama Cerchio delle Abilità, che porta qui a Sauze bimbi e ragazzi che come lei hanno dei deficit motori ma anche tanta voglia di sciare

Finalmente verso le ore 10.00 si entra nel vivo della pratica a seguito dell’arrivo dei bimbi della cooperativa Girotondo. E’ stato bellissimo vedere con quanta serietà, coinvolgimento ed energia i bimbi delle elementari si siano adoperati per mettere in pratica quello che gli era stato spiegato poco prima. Hanno aiutato i loro coetanei ad attrezzarsi, a prendere il tappeto, ad impugnare i bastoncini e gli sono corsi dietro come matti quando facevano la loro discesa sugli sci… sempre più veloce, sempre più veloce!
Il risultato è stato una fusione di sorrisi, grida, schiamazzi e anche cadute … la disabilità dei bambini è rimasta, ma l’handicap quello non c’era su quel campetto, e dall’esterno quello che si vedeva erano solo bambini che si stavo divertendo insieme.

Le soprese non sono finite e la giornata è stata un crescere di emozioni.
Verso le 12.00 è infatti arrivato anche Matteo, un ragazzo di 31 anni autistico, che come Cocca, scia con il progetto Sciabile da molti anni. I bambini hanno visto nelle lezioni teoriche video e immagini di Matteo sulla progressione dei suoi miglioramenti e già in aula erano stati molto colpiti dal fatto che Matteo ci avesse messo otto anni per raggiungere un livello base a spazzaneve. Come per Cocca sono stati molto discreti e silenziosi. Hanno osservato Matteo mettersi gli scarponi, i guanti, il casco e gli sci, e l’hanno visto da lontano veder fare quel tappetino con tutta facilità quando otto anni fa sembrava davvero una missione impossibile.
Non hanno fatto tante domande ma hanno osservato moltissimo e hanno metabolizzato quelle immagini e foto che gli avevamo fatto vedere l’anno scorso e siamo sicuri che avendo visto Matteo hanno davvero capito che tutti possono imparare e migliorare anche a costo di metterci tantissimo tempo.

Dopo tutto si sa, i bimbi sono delle spugne che assorbono tutto quello che gli si dice, ma ancora di più imparano quello che vedono fare agli altri e capiscono fino in fondo quando sperimentano in prima persona.

Noi maestri di sci del progetto Sciabile con questi incontri di sensibilizzazione vorremmo fare in modo che “queste piccole spugne” assorbissero il più possibile sani principi, atteggiamenti positivi e costruttivi, una certa apertura mentale verso il diverso, che capiscano che aiutare gli altri ci fa stare bene, ci può rendere più felici di quando si batte il livello dell’ultimo gioco della playstation.
 

Perché al di là di tutte le differenze, tutti ma proprio tutti vogliamo essere felici.

 


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